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Gravina attacca il Milan sulla Gestione di Camarda. Il Club si dice sorpreso e..
Il presidente della FIGC cita lo scarso impiego di Camarda (smentito dai numeri) tra Lega Pro ed A mentre il Milan si dichiara sorpreso da queste esternazioni
L’aria che tira nel mondo del calcio italiano è sempre piena di discussione e riflessioni sulla crescita e l’utilizzo dei giovani talenti nei club più prestigiosi. Recentemente, il Milan si è trovato al centro di questo dibattito, suscitando una serie di reazioni a seguito delle dichiarazioni del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Gabriele Gravina.
Secondo quanto riportato, il Milan avrebbe manifestato sorpresa per le parole di Gravina riguardanti l’impiego dei giovani talenti nei club, con particolare riferimento a Francesco Camarda, giovanissimo atleta rossonero elogiato per il suo precoce debutto.
Un talento precoce
Francesco Camarda, con soli 16 anni, rappresenta uno dei gioielli della cantera milanista. Recordman per l’età del suo debutto in campionato, il ragazzo ha già dimostrato il suo valore giocando in Serie C, dove ha già totalizzato sei presenze arricchite da tre goal. Questa tappa della Serie C è considerata dal Milan come fondamentale per la crescita del talento, un gradino più avanzato rispetto alla Primavera ma meno pressante della Serie A.
La policy del Milan sui giovani talenti
In risposta alle osservazioni di Gravina, il Milan mette in evidenza come, tra i grandi club, sia quello che più di ogni altro promuove l’inserimento dei giovani talenti nelle squadre giovanili nazionali. Con l’iniziativa Milan Futuro, mira a valorizzare i suoi giovani calciatori senza la necessità di mandarli in prestito in club minori. La creazione della seconda squadra, in cui Camarda e altri promettenti atleti come Liberali (Under 19) e altri giovani italiani hanno l’opportunità di esibirsi e crescere tecnica e mentalmente, testimonia l’impegno del club nell’offrire vere opportunità ai propri giovani.

Un’osservazione che crea dibattito
Le parole di Gravina (“I talenti li abbiamo ma rincresce vedere come spesso non vengono utilizzati dai club. Penso a Camarda del Milan… Il talento ha bisogno di opportunità, all’estero le danno”) hanno acceso i riflettori sulle politiche di gestione dei talenti nei club italiani, mettendo in luce la differenza di approccio tra la federazione e le società di calcio. Il Milan, con la sua reazione, sottolinea il proprio impegno nel promuovere il talento italiano, contrastando le affermazioni della federazione con dati e fatti concreti. Questo dialogo tra FIGC e club apre la strada a riflessioni più ampie sull’importanza di una strategia condivisa per il futuro del calcio italiano, in cui talenti come Camarda possono essere non solo scoperti ma anche pienamente valorizzati all’interno del sistema calcistico nazionale
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