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Mercato Milan, Furlani: “Ibra al comando, Moncada numero uno”
Giorgio Furlani ha svelato il nuovo ruolo di Ibra all’interno della società. Ha poi elogiato Geoffrey Moncada per la sua competenza.
La rivoluzione annunciata da Cardinale inizia a prendere forma, consistenza. L’investitura di Ibra a sua “voce nel Club” è sempre più totale e il ruolo dello svedese sarà il perno del Milan che sarà costruito, a partire dal mercato estivo. A conferma di ciò sono arrivate anche le parole di Furlani alla Gazzetta dello Sport che, in modo inequivocabile, evidenziando i nuovi “poteri” di Zlatan Ibrahimovic per quanto riguarda le strategie future del Club.

Strategie di mercato con Ibra al comando
Giorgio Furlani, nel corso della lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, ha argomentato di vari temi, tra cui inevitabilmente quello più caro ai tifosi: il mercato. La volontà della società è stato ribadita dall’amministratore delegato rossonero che ha sottolineato che “il Milan vuole puntare al valore, che non necessariamente combacia con il costo del giocatore“. Si è parlato spesso infatti negli ultimi giorni dell’attaccante da 50 milioni per sostituire Giroud, sempre più all’approdo in MLS. Furlani ha ricordato che l’obiettivo societario sarà trovare “i Pulisic, i Loftus-Cheek”, per intenderci profili che coniughino al meglio l’aspetto economico a quello tecnico. La finalità del club di Via Aldo Rossi, ha sottolineato l’ad rossonero, sarà “non ancorarsi alle cifre ma sul migliorare la squadra con giocatori da Milan”. In questa ricerca avrà un ruolo chiave Ibrahimovic che “insieme a Moncada sceglierà i profili giusti sul mercato”.
Moncada è un numero uno
La parola chiave nel Milan dopo l’addio di Maldini al termine della passata stagione fu: collegialità. Parola e intendimento sottolineato anche da Furlani che ha precisato che “Geoffrey è il numero uno e che Ibra stesso è il primo a rivolgersi a lui per scambiare opinioni sui profili dei giocatori”. Ognuno ha il proprio compito nel Milan, lo stesso amministratore delegato rossonero ha chiarito il suo: “Io non decido sulla scelta tecnica, ma sugli aspetti connessi e correlati all’investimento: se hai 100, non ne metti 80 su un solo giocatore. Non spetta a me discutere di nomi o ruoli“.
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